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Sabato 20 maggio alle ore 17,00 nella bellissima location della Sala dello Spagna al Palazzo comunale di Spoleto, si è parlato di raccolta fondi per la cultura. L'evento è stato organizzato dal gruppo territoriale Umbria di ASSIF - Associazione Italiana Fundraiser che per il quarto anno consecutivo promuove sul territorio incontri con esperti di livello nazionale. Ad animare il dibattito professionisti del fundraising, volti illustri dell’imprenditoria locale e nazionale, pubblica amministrazione e società civile organizzata.

Ad aprire i lavori è stata l’On. Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che ha sottolineato l’ormai irrinunciabile binomio, per la conservazione ma anche l’animazione partecipata dei beni culturali, del pubblico con il privato. Ha evidenziato le difficoltà riscontrate nell’operazione di restauro del Colosseo che ha visto Diego Dalla Valle impegnato con 21 milioni di euro negli interventi su un bene collettivo di cui andare fieri “il restauro ci ha restituito tutta la bellezza del Colosseo senza alcuna enfasi su chi ha finanziato l’opera. Non ci sono targhe o striscioni, eppure sappiamo quanto abbiamo dovuto lottare per portare in fondo questa operazione in mezzo a campagne denigratorie e accuse varie che hanno messo a rischio la sua riuscita. L’Italia è un Paese in cui il privato che vuole dare il proprio contributo è visto ancora con sospetto”. E avverte il Sottosegretario ai beni culturali che finché non superiamo questi pregiudizi, sarà difficile lavorare efficacemente in un settore, talmente vasto e dai bisogni talmente variegati, come quello culturale. Fortunatamente la riforma del terzo settore, si sta muovendo anche in questa direzione, lo strumento dell’Art Bonus è sempre più utilizzato e se da una parte c’è da recuperare un gran ritardo rispetto ai paesi anglosassoni dove il fundraising è consolidato con uffici di raccolta fondi molto solidi, e siamo pure in un periodo di difficoltà economiche, la buona notizia è che abbiamo preso coscienza di ciò che va fatto.

Interessante è stato a questo proposito l’intervento di Roger Bergonzoli, Responsabile fundraising e comunicazione Fondazione Santa Rita da Cascia, e da pochi giorni premiato da ASSIF Fundraiser professionista 2017, l’unico premio italiano dedicato a coloro che operano nella raccolta fondi, circa il fondamentale contributo dato da MSC Crociere alla ricostruzione della Basilica di Santa Rita da Cascia. Bergonzoli ha sottolineato come in questa bella esperienza, che ha visto un privato impegnare le proprie risorse economiche per un fine collettivo “Le persone, cioè gli imprenditori, hanno donato a persone, cioè le monache di clausura del monastero, per aiutare altre persone, in questo caso tutti gli abitanti della Valnerina, per i quali la Basilica, al di là dell’immenso significato religioso, ha un ruolo di vero e proprio volano socio-economico”. Bergonzoli ha parlato anche dell’importanza dei volontari, donatori di tempo, e del ruolo stesso del fundraiser, non un eroe solitario ma un elemento di sviluppo di tutta la sua organizzazione.

E sempre dell’importante contributo che i privati, in particolari gli imprenditori, possono dare alla propria comunità, ha parlato Zefferino Monini, Presidente e AD di Monini Spa, che ha dato vita, insieme alla sorella, alla Fondazione Monini. L’imprenditore ha spiegato come la Fondazione sia frutto di un amore, che i genitori hanno loro trasmesso, per il proprio territorio, ovvero Spoleto, per la cultura e per la massima espressione culturale che questo territorio ha prodotto, cioè il Festival dei Due Mondi. È grazie a questo amore che oggi i turisti che vengono a Spoleto possono visitare Casa Menotti e rivivere, attraverso un percorso interamente digitalizzato, le tappe più importanti della manifestazione che ha portato la città alla notorietà internazionale.

Anche i due assessori alla cultura, rispettivamente di Orvieto e di Spoleto, Alessandra Cannistrà e Camilla Laureti, hanno sottolineato l’importanza per i territori di dotarsi di conoscenze e strumenti adeguati per reperire fondi dai privati. La Laureti, in particolare, ha spiegato come l’attuale Amministrazione abbia messo in bilancio 100.000 euro in più per la cultura, evidenziando che “Il problema, o forse il bello, è che quando si parla di cultura in questa città, i soldi sembrano non bastare mai! Se si pensa che ormai, fortunatamente, si possono considerare parte dei beni culturali anche i cammini di San Francesco e San Benedetto oltre ai percorsi ciclabili, capiamo che c’è davvero tantissimo da fare, ma ci stiamo già muovendo in questo senso, proprio per riuscire a valorizzare il nostro territorio a 360°”. La Cannistrà ha invece evidenziato alcuni bisogni fondamentali che la città di Orvieto dovrebbe soddisfare, soprattutto per riuscire a valorizzare anche alcuni monumenti e percorsi turistici solitamente non considerati. In questo senso l’Assessorato si è già mosso, insieme all’Ordine locale dei Commercialisti, per approfondire uno dei nuovi strumenti a disposizione della pubblica amministrazione per reperire fondi da privati, ovvero l’Art Bonus. Nel 2015 l'Art Bonus ha generato 2700 donazioni per un valore di 62 milioni di euro, ha aggiunto Fabio Renzi, Segretario generale di Fondazione Symbola, la Fondazione per le qualità italiane. Del resto le cifre parlano chiaro. Come ha sottolineato Fabio Renzi “Oggi in Italia di cultura si mangia!”. Infatti il rapporto annuale "Io sono cultura" realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere ci dice che il sistema il culturale e creativo italiano vale il 6,1% della ricchezza nazionale prodotta, con un effetto moltiplicatore per cui ogni euro investito in cultura produce 1,8 euro, portando il sistema culturale e creativo italiano a produrre il 17% della ricchezza nazionale. Di questo 6,1% afferisce alle industrie creative il 14,2 %, alle industrie culturali il 36,6%, alle arti visive il 7,9% e al patrimonio storico-artistico solo il 3,1% ciò dimostra che c'è stata una gestione del patrimonio molto chiusa e che il patrimonio culturale va portato nella contemporaneità.

Giulia Barbieri, referente del Gruppo ASSIF Umbria e consigliere del Direttivo di ASSIF nel presentare l’associazione ha parlato anche della recentemente lettera inviata da ASSIF e EUConsult Italia al Ministro Franceschini in merito a Bando Parco Archeologico di Paestum contrastante con l’etica del fundraising in quanto il fundraiser viene visto come un procacciatore di fondi a cui viene riconosciuto solo un compenso a percentuale.

Loretta Veri, fundraiser della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo e membro del Gruppo ASSIF Umbria, ha avuto il compito di moderare l’incontro e ha parlato del ruolo strategico che i fundraiser hanno nelle loro organizzazioni per far innamorare alla propria causa donatori privati, aziende, fondazioni private. Ognuno può fare la sua parte, insieme con le istituzioni pubbliche, nelle sfide culturali che l’Italia è chiamata a innescare proprio a causa della rilevanza del suo patrimonio. Bisogna riconoscere al fundraising il suo ruolo strategico e politico e andrebbe tenuto sempre più in considerazione anche come interlocutore per un confronto aperto sui temi che riguardano la riforma del terzo settore e lo sviluppo della cultura del dono. Il patrimonio culturale ha una valenza identitaria enorme. Abbiamo il dovere di proteggerlo e farlo vivere, non solo di intervenire dopo che un sisma rischia di cancellarlo.

Qui l'articolo pubblicato dal Sottosegretario Borletti Buitoni: http://ilariaborletti.it/2017/05/22/fundraising-e-artbonus-verso-un-modello-europeo-per-la-tutela-e-valorizzazione-dei-beni-culturali/.

Rassegna stampa:

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Foto di Luigi Burroni

 

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