Carissimi Soci,

in queste settimane abbiamo diffuso attraverso la newsletter e i social network il Save the Date per l’ASSIF Day in programma per il 28 novembre. Una nuova giornata dedicata alla nostra Associazione, dopo la bella e significativa esperienza dell’Open Day ASSIF 2013 organizzato in occasione dell’Assemblea Annuale di EFA ospitata a Roma.

Tuttavia, i cambiamenti che stanno coinvolgendo l’intero Terzo Settore, in relazione alla nuova legge a cui sta lavorando il Parlamento ci suggeriscono di rimandare l’ASSIF Day di alcuni mesi, in una data che vi comunicheremo, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio 2015.

La Presidenza insieme al nuovo Consiglio Direttivo sta cercando di cooperare con le Istituzioni e alcune grandi ONP al fine di inserire nel testo legislativo contenuti che abbiano, ci auguriamo, ricadute positive sulla nostra attività nell’interesse degli associati ASSIF e in generale sull’intero Settore.

La definizione del nuovo programma dell’ASSIF Day, dovrà tenere conto di questi importanti aspetti. Riteniamo si stia trattando infatti di questioni rilevanti ai fini della migliore riuscita dell’evento. Siamo certi quindi comprenderete come sia meglio e certamente più proficuo per tutti noi organizzare la nostra giornata associativa nell’anno nuovo.

Vi aspettiamo tutti! Grazie.

Un caro saluto dal Consiglio Direttivo e la Presidenza

Luciano Zanin

Grazie a tutti voi che avete compilato il questionario online in cui vi chiedevamo di aiutarci a migliorare il sito web di ASSIF.

Siamo conviti infatti che il sito web rappresenti uno strumento indispensabile per comunicare e interagire con tutti i fundraiser. Dall'analisi dei risultati del questionario nascerà la release del sito che sarà online nel 2015. Stay tuned!

stefano malfatti

Nel 2014 è l'Italia la protagonista della quinta edizione del Global Awards, il premio promosso dall'International Fundraising Congress di Amsterdam, approvato e sostenuto dalle associazioni nazionali di fundraising provenienti da tutto il mondo. Stefano Malfatti, responsabile delle strategie di raccolta fondi presso la Fondazione Don Gnocchi ONLUS, si è aggiudicato addirittura due premi.

Avere promosso la strategia dei lasciti e il cambio culturale in un paese dove il tema dei testamenti è estremamente difficile e sfidante gli è valso il titolo di Global fundraiser 2014, che ha conquistato nel confronto con i vincitori dei premi nazionali.

E inoltre, gli oltre 1000 delegati presenti all’ International Fundraising Congress (IFC) hanno indicato l’attività di Malfatti, tra tutti i candidati delle tre categorie del Global Award, come quella più meritoria, conferendogli l’IFC CHOICE AWARD.

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Presentati oggi, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma, i risultati della 12a edizione semestrale dell’indagine “L’andamento delle raccolte fondi: bilanci 2013 e proiezioni 2014” realizzata dall’Osservatorio di sostegno al Nonprofit sociale dell’Istituto Italiano della Donazione (IID) in collaborazione con l’Associazione Italiana Fundraiser (ASSIF).

Nel contesto delle celebrazioni del GIORNO DEL DONO 2014, che dopo Roma farà tappa il 2 ottobre a Milano ed il 4 ottobre a Torino, la riflessione con la quale i professionisti ASSIF contribuiscono al dibattito sulle modalità con le quali si svolge la raccolta fondi, è che oggi sia sempre più necessario spostare l’attenzione dal dono al donatore. Donare dovrebbe divenire un’attività abituale, parte delle consuetudini relazionali tra le persone. Per raggiungere questi obietti-vi occorre formare nuove generazioni di donatori, non necessariamente di denaro, ma anche di tempo, di conoscenze, di beni e servizi, ed questo l’appello di ASSIF per celebrare il GIORNO DEL DONO 2014.

“La strategia condivisa dai fundraiser – rileva il presidente Luciano Zanin - è oggi orientata a favorire le condizioni perché il numero dei donatori – e di conseguenza il volume delle donazioni - aumenti facendo leva sulla tendenza in-ternazionale che riconosce nel settore Nonprofit una reale e innovativa opportunità di investimento. E’ proprio l’esperienza di altri paesi che stanno affrontando la diminuzione delle risorse destinate al welfare che ci fa considerare che gli strumenti con cui si può operare in termini di investimento, sia per donatori privati, sia per le aziende sono molteplici e non risiedono solamente nelle agevolazioni fiscali. Parimenti è necessario che intervenga anche per le realtà Nonprofit uno sviluppo consapevole delle modalità di pre-sentazione degli obiettivi e della rendicontazione, proprio per rendere la loro attività valutabile e apprezzabile come investimento.”

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cda assif

 

Il nuovo Consiglio Direttivo, ha avviato le attività associative con l’attribuzione delle cariche istituzionali e l’organizzazione del lavoro di quella che è oggi l’unica associazione che raccoglie i professionisti del mondo della raccolta fondi in Italia.

 

Nuove cariche istituzionali


Decise all’unanimità le cariche istituzionali del nuovo direttivo che guiderà l’Associazione Italiana Fundraiser per i prossimi tre anni fino al 2017: confermato Luciano Zanin alla Presidenza, Alessandra Delli Poggi (AIRC) alla Vicepresidenza e Andrea Caracciolo di Feroleto come responsabile dei rapporti con EFA – European Fundraising Association. A espletare le incombenze della Tesoreria è stata riconfermata Natascia Astolfi di Bologna. Tra i nomi nuovi del Consiglio Direttivo, tutti già attivi nel triennio passato nei Gruppi Territoriali ASSIF, Vittorio Visetti, che dovrà occuparsi di comunicazione e sponsorship, Michele Messina (Amnesty International) con delega alle attività di sviluppo di nuovi soci e Giulia Barbieri sarà responsabile del coordinamento dei gruppi territoriali con l’appoggio di Nicola Bedogni (Fondazione Hospice Seràgnoli).

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Il Presidente Luciano Zanin ha fatto il punto sul crescente fenomeno del crowdfunding con un intervento sulla rivista ADV dell'Associazione Unicom. 

Ecco di seguito un estratto.

Nel complesso della raccolta fondi questa modalità di dare contributi volontari, e quindi nel settore donation [...] è preferita da un piccolo numero di donatori, il che non significa che non possa crescere, come tutti noi ci auguriamo, soprattutto in relazione alle generazioni di persone che non hanno conosciuto il mondo senza internet.
Ma come tutte le cose che devono crescere o stanno crescendo, anche il crowdfunding ha bisogno di investimenti: questo, nel nostro Paese, è tempo di semina e non di raccolta in questo settore. Quello che serve è diffondere l’abitudine al dono, poi lo strumento con la quale questa verrà concretizzata sarà scelta del donatore.
Da questa riflessioni si può definire il ruolo del professionista della raccolta fondi che sembra essere di due tipi:

  • il primo nell’espletamento delle proprie funzioni tipiche di “addetto ai lavori”, che conoscendo i diversi mercati di approvvigionamento delle risorse, le preferenze dei donatori, le tipologie degli strumenti, sa collocare il crowdfunding nel posto che gli spetta o dove può maggiormente contribuire al perseguimento della mission o dei progetti di una organizzazione, ma all’interno di una strategia complessiva di fundraising e di comunicazione;
  • il secondo attivandosi come agente che non solo si adegua al cambiamento o allo sviluppo degli strumenti di raccolta, ma contribuisce (o almeno cerca di farlo) nell’ampliamento del mercato stesso delle donazioni, favorendo la diffusione della conoscenza e della cultura del dono.

Per leggere l'intero articolo vai su http://blog.unicomitalia.org/2014/07/23/crowdfunding-e-comunicazione-facciamo-il-punto-su-un-fenomeno-in-crescita/ oppure puoi scaricare la copia della versione cartacea (http://www.unicomitalia.org/wp-content/uploads/2014/06/AdV-Maggio-2014.pdf)

«Ringrazio tutti gli amici che hanno fatto il tifo per me in questi giorni. È vero ho deciso di trascorre le vacanze a Firenze e in modo originale… ma così ho ottimizzato i tempi! L'intervento endovascolare che ho subito si è risolto positivamente e mi sto riprendendo secondo i tempi previsti. Con il vostro sostegno e la vostra vicinanza saremo pronti per i programmi delineati a luglio come previsto. Grazie a tutti e a presto.» Luciano Zanin

luciano zanin commercialisti nocera

Il calendario degli incontri tra ASSIF e gli ordini locali dei Dottori Commercialisti dopo l’incontro tenutosi a Prato il 21 ottobre scorso, durante il quale con il presidente dell’Ordine, la responsabile della commissione cultura Irene Sanesi e il presidente di Assif si è discusso di settore del Nonprofit, amministrazione, fiscalità e fundraising, si è tenuto a Nocera Inferiore un altro incontro sul tema del nonprofit: Il terzo settore: futuro sociale ed opportunità.

A Catania, poi, ci sarà un terzo il 5 dicembre sempre durante il quale verrà presnetato il volume edito dall’Ordine dei Commercialisti di Catania Manuale pratico di fundraising.

Sta prendendo sempre più forma questa collaborazione tra Assif e dottori commercialisti dopo il primo appuntamento nell’aprile scorso a Lecce durante l’annuale Assemblea nazionale dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed esperti contabili.

Cresce infatti l’attenzione verso il mondo del nonprofit e del fundraising, C’è curiosità per questo settore ancora in crescita e che presenta, oltre a delle opportunità di lavoro, anche un interesse speciale per le sue caratteristiche e peculiarità.

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Eccoci tre anni sembravano lunghi e invece sono passati molto in fretta. Anni intensi che provo a riassumere in tre minuti, ma anche meno...

Ho fatto tesoro si una frase di Papa Giovanni XXIII che ebbe a dire a un giornalista: “Sa, in questo mestiere è più difficile capire quando bisogna tacere che quando bisogna parlare". E allora ho ascoltato, ho letto, mi sono confrontato con persone che stimo, ho fatto quello che credo un presidente, anzi un responsabile di una associazione debba fare: tenere aperti i canali di comunicazione, interni ed esterni in modo che le idee, le proposte, le riflessioni abbiano un flusso.

Ringrazio i colleghi che si sono attivati nei gruppi territoriali, questa è sicuramente una scommessa vinta, per questa gestione, ora ci siamo in ben 10 regioni!

Ringrazio i consiglieri, tutti. Abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, anche se qualcuno ha potuto di più e qualcuno ha potuto di meno, ASSIF non sfugge ai principi paretiani e quindi, così come per le attività, vi sono delle diversità anche nelle opinioni, nei pensieri, nelle visioni (per esempio io non penso che il fundraising sia una tecnica di marketing).

Sono sinceramente convinto però che la dialettica e la discussione siano indispensabili per qualsiasi organizzazione, credo anche, però, che la discussione debba avvenire DENTRO alle organizzazioni, non fuori, solo così possono essere costruttive ed utili.

La prima considerazione è che se oggi si discute così tanto di ASSIF, significa che c’è. Non ricordo discussioni così partecipate e accese nel recente passato. E questo è il primo risultato.

Io non so se 180 soci sono tanti o pochi, so però che sono più di 107, che erano quelli iscritti tre anni fa e so anche che sono solo la punta dell’iceberg dei fundraiser italiani. È pur vero, che rispetto ai contatti che abbiamo avuto dal sito e dai social network, possiamo anche dire di avere avuto lo stesso tasso di conversione che ogni fundraiser si aspetta dalle sue campagne.

Per quanto riguarda il tema dell'identità professionale, credo che non si debba avere paura di aprire le associazioni. Sono davvero convinto che ASSIF debba essere “la casa” di tutti i professionisti che si occupano di fundraising. La nostra professione, come tante altre è in evoluzione, cambia, si sviluppa, si articola. Forse che all’ordine degli avvocati non ci sono penalisti e civilisti? O forse che all’ordine dei medici non aderiscono specialisti e medici di base o odontoiatri? O ancora, che nell’ordine dei commercialisti non c’è chi tiene la contabilità, altri che fanno esclusivamente intermediazione d’affari o ancora dei professionisti neolaureati che fanno i camerieri in pizzeria in attesa di un impiego in uno studio contabile?

A volte manchiamo di immaginazione, di visione, di fiducia.

Sull’identità del fundraiser, durante l’ultimo festival del fundraising Clayton due cose ce le ha comunicate: broker di vita e d’amore. Che cosa abbiamo da temere dall’apertura? Non solo ai professionisti, ai volontari, ma anche alle organizzazioni nonprofit, situazione frequente anche in altre realtà Europee.

Credo che LIMITARE LE DOMANDE perché NON SI HANNO RISPOSTE, sia un grave errore e sia anche ingiusto e intellettualmente non onesto nei confronti delle persone che diciamo di servire, NOI DOBBIAMO TROVARE, IMMAGINARE E INVENTARE, SE SERVE, LE RISPOSTE !!!

In questi anni ASSIF è divenuta un interlocutore per le istituzioni pubbliche e private, due esempi su tutti: la Corte dei Conti che ci ha interessato in merito alla relazione sul 5x1000, il Sole 24 ore che ci ha affidato la produzione di un modulo di un  Master e l’amministrazione finanziaria statale che ci ha interpellato in merito all’etica del fundraising.

Il premio Italian Fundraising Awards, la fattiva e consolidata collaborazione con il Festival del Fundraising, con il Centro Studi Philanthropy in occasione del primo censimento dei fundraiser, e poi le attività con l’Osservatorio del Fundraising Online, con l’Istituto della Donazione, con Doxa, Consodata ecc.

Abbiamo realizzato il primo Open Day, siamo stati invitati a far parte nel direttivo di EFA, abbiamo ospitato per la prima volta in Italia un evento europeo, facendo anche una gran bella figura.

Ci siamo rifatti un look, un sito, una community, abbiamo allacciato relazioni in Italia e all’estero (abbiamo un invito dall’associazione slovena per ottobre) e di tutto questo cosa sembra rimanere? Il numero dei soci.

Avete presente quando noi discutiamo con i nostri superiori o committenti di quanto lavoro di relazione e di quanto il fundraising sia importante e complesso che non si possono alla fine guardare solo i bonifici pervenuti, ma anche il valore prodotto nel medio lungo termine? Ecco magari un pensierino su questo va fatto.

Tutto questo lavoro deve essere valorizzato, perché trasuda la fatica e la passione di tantissimi fundraiser, volontari e professionisti, tutti professionali.

Per questo alcuni del Consiglio Direttivo uscente hanno deciso di ricandidarsi, mentre altri, hanno garantito il proprio apporto qualificato, dall’esterno, con questo facendo posto, lasciando le cariche ad altri colleghi, perché abbiano anche loro la possibilità di fare esperienza. Quanti nel nostro Paese “fanno spazio” e contemporaneamente non fanno mancare il proprio apporto?

Questi sono esempi credibili, perché testimoniano con atti concreti i valori in cui crediamo, primi fra tutti il senso di appartenenza e lo spirito di servizio.

Quello che si deve fare è continuare quest’opera di cui sono state gettate le fondamenta, che come spesso accade, non si vedono ma ci sono e sono solide.

In particolare nei prossimi anni si dovrà:

  1. dotare ASSIF di una struttura stabile in grado di dare continuità all’azione dell’associazione, per cui sarà necessario reperire le risorse adeguate;
  2. aumentare l’attività dei gruppi territoriali esistenti ed aprirne di nuovi nelle regioni in cui ora non sono presenti. È importante che l’associazione si avvicini ai Soci.
  3. aumentare i servizi implementando attività di aggiornamento e formazione continua, anche in collaborazione con altre strutture formative;
  4. ri-definire la figura o meglio le figure del fundraiser alla luce degli sviluppi che la professione sta maturando sia in termini qualitativi che di ruoli e importanza nelle diverse tipologie di ONP italiane;
  5. sviluppare attività con le maggiori ONP italiane al fine far aderire i fundraiser che all’interno vi operano;
  6. aumentare le opportunità di interscambio con le associazioni di fundraiser europee e mondiali;
  7. elaborare forme contrattuali che possano essere di riferimento per tutti i fundraiser. Anche un contratto di lavoro contribuisce a definire una identità professionale; 

Ecco, non abbiamo finito niente, abbiamo solo cominciato, ma abbiamo cominciato bene.

Ci abbiamo messo un po’ per capire, imparare, conoscere, ma ora dobbiamo fare, ancora e ancora, mollare le resistenze, fare quello che siamo capaci e abituati a fare: aprire e costruire, cambiare, innovare, immaginare, progettare e realizzare.

Tenere le porte e la mente aperta, avere il coraggio di essere quello che siamo e quello che facciamo, l’energia che serve per sviluppare attività, l’incoscienza di provare e la possibilità di sbagliare, ma anche la forza di riprovare sempre, vedrete che poi, anche i Soci aumenteranno, in fondo non è quello che diciamo sempre?

Speriamo davvero di poter contare ancora sull’aiuto di coloro che ci sono stati più vicini e che voglio ringraziare: il Master in Fundraising in primis, per la concreta e rinnovata disponibilità, gli sponsor e i partner che ci hanno sostenuto in questi tre anni.

Grazie davvero. Ci vediamo in Assemblea.

Luciano Zanin

 

Oggi durante l'Assemblea dei Soci sono stati eletti i componenti del Consiglio Direttivo per il triennio 2014-2017. Ecco i nuovi consiglieri:

Barbieri Giulia
Bedogni Nicola
Caracciolo Andrea
Delli Poggi Alessandra
Messina Michele
Visetti Vittorio
Zanin Luciano

Un ringraziamento di cuore a tutti i componenti del Consiglio Direttivo uscenti e un un grosso in bocca al lupo ai nuovi consiglieri.

 

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