Codice Enti del Terzo Settore art 7 raccolta fondi

 

Il non profit italiano ha finalmente una legge organica che promuove il dono quale mezzo di partecipazione al perseguimento dei fini sociali degli enti, e il fundraising quale elemento centrale nelle organizzazioni. Nelle ultime settimane sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i tre decreti centrali della Riforma del Terzo Settore: uno sull’Impresa Sociale (d.lgs 3 luglio 2017, n. 112), un secondo sul 5 per mille (d.lgs 3 luglio 2017, n. 111) e il 2 agosto scorso il Codice del Terzo Settore (d.lgs 3 luglio 2017, n. 117), raccolta delle disposizioni normative che regolamenteranno il non profit per i prossimi decenni.

Il mondo del non profit italiano, dopo anni di legislazione speciale, circolari e decreti poco coordinati e al termine di un iter iniziato nel 2014, ha finalmente una nuova normativa di riferimento e regole che puntano a semplificare e rendere più efficace l’attività delle oltre 300.000 realtà attive quotidianamente del Terzo Settore.

«Siamo soddisfatti – ha commentato il presidente Nicola Bedogni - perché per la prima volta il fundraising viene citato in una legge ottenendo un pieno riconoscimento formale quale attività necessaria, e non residuale, delle organizzazioni del Terzo Settore (art. 7 d.lgs Codice del Terzo Settore). Tale passaggio assume un valore ancora più forte se lo si legge assieme al primo comma dell’articolo 2 del Codice in cui vengono riconosciuti “il valore e la funzione sociale della cultura e pratica del dono quali espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo”».

Le novità introdotte dai tre decreti sono numerose e andranno a incidere anche sul lavoro dei professionisti della raccolta fondi: dalla nuova normativa del 5 per mille alla nuova disciplina delle attività commerciali, alla riorganizzazione e rimodulazione dei benefici fiscali per le erogazioni liberali. Il percorso però non è giunto al termine ed ora si apre un nuovo periodo, che può essere stimato in uno o due anni, durante i quali dovranno essere promulgate alcune decine di decreti ministeriali che regolamenteranno nel dettaglio i principi enunciati nei decreti legislativi.

«La pubblicazione dei decreti segna una svolta fondamentale che inciderà sulla vita delle organizzazioni e di chi si occupa di raccolta fondi per i prossimi vent’anni. Vengono introdotte numerose novità, primo tra tutti il principio fondamentale della trasparenza e rendicontazione dell’impatto e valore sociale» ha aggiunto il Presidente.

Proprio rispetto al riconoscimento della raccolta fondi come fonte di finanziamento l’articolo 7 del Codice degli enti del Terzo Settore non solo statuisce l’importanza delle attività di fundraising, ma formalizza il ruolo dei fundraiser, siano essi volontari o dipendenti. Per il mondo dei professionisti della raccolta fondi è un ulteriore tassello nel riconoscimento e accreditamento della professione che rinforza ulteriormente la scelta di iscrivere ASSIF nell’elenco delle associazioni professionali per le professioni non organizzate in ordini e collegi tenuto del Ministero per lo Sviluppo Economico.

Tra tante luci, non mancano dubbi e aperte critiche sulla normativa appena pubblicata. «Siamo davvero sorpresi dal fatto che – forse per un errore tecnico – dal 3 agosto sia stata cancellata la “+ dai, - versi” per le Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale nazionali. Riteniamo che, sempre che di errore tecnico si tratti, vi si debba porre subito rimedio perché lasciare senza agevolazioni queste organizzazioni per i prossimi 5 mesi sarebbe davvero una beffa. Non crediamo che fossero queste le razionalizzazioni di cui parlava la legge delega, dato che di “razionale” hanno ben poco. Quello che invece non rappresenta un errore tecnico, ma una precisa volontà politica è il limite alle retribuzioni di chi lavora per il non profit – sottolinea il presidente di ASSIF – con il quale si palesa il retaggio di una cultura che relega l’intervento sul “sociale” nell’angusto angolo del pauperismo. Nei ministeri non si è capito che per aiutare gli ultimi, i malati, l’ambiente, per dare diritti a coloro ai quali non vengono riconosciuti c’è bisogno delle migliori menti della società e che non basta “la buona volontà”».

Infine anche sul 5 per mille segnaliamo una mancanza e un grave errore di valutazione. Ancora oggi non è possibile per gli enti sapere quali sono i contribuenti che li hanno scelti. Bastava inserire l’opzione nella dichiarazione dei redditi e i contribuenti/donatori sarebbero stati liberi di scegliere se far trasmettere i propri dati anagrafici all’organizzazione destinataria del 5 per mille.

L’errore di valutazione è quello che prevede di non assegnare le somme di coloro che non indicano il soggetto destinatario alle grosse organizzazioni, le quali al pari di tutte le altre ricevono queste somme in proporzione al numero di sottoscrittori diretti.

La partita per la costruzione di un Terzo Settore sempre più efficace ed efficiente, supportato da una normativa che abbia come obiettivo la semplificazione dei processi, è ancora in gran parte ancora da giocare.

 

In queste settimane Vita ha pubblicamente annunciato di attraversare un momento molto delicato che rischia di farla sparire e per questo ha lanciato la campagna web #iostoconvita. Anche ASSIF ha deciso di sostenere la campagna invitando tutto il mondo dei fundraiser e delle organizzazioni non profit ad aderire e promuoverla attraverso tutti i canali online e offline.

Vita in oltre 20 anni ha raccontato il mondo del non profit, le storie dei protagonisti - beneficiari, volontari e professionisti - che quotidianamente lottano con dedizione e passione per costruire una comunità e una società migliore. E in questa narrazione anche i fundraiser hanno spesso ricoperto un ruolo centrale. Vita ha sempre avuto un occhio di rigurado per il mondo del fundraising, basti ricordare che per diversi anni ha partecipato alla giuria dell'Italian Fundraising Award, l'unico premio italiano dedicato a coloro che operano nella raccolta fondi.

I fundraiser e tutto il Terzo Settore, hanno bisogno di realtà come Vita che contribuiscano quotidianamente a far emergere successi, criticità e opportunità del non profit. Per questo non possiamo lasciare che questa esperienza editoriale si concluda.

Aderite anche voi alla campagna #iostoconvita.

 

#iostoconvita

ASSIF Audizione I Commissione Senato

Oggi ASSIF ha partecipato alle audizioni della I Commissione del Senato (Affari Costituzionali) sul tema della Riforma del Terzo Settore. Ecco il testo del nostro intervento (pdf).

Senato della Repubblica

Ia Commissione permanente - Affari costituzionali
Atto del Governo 417 (Codice del Terzo settore)
Relatore: dott. Carlo Mazzini – membro del Consiglio Direttivo

 

Illustre Presidente, Onorevoli Senatori,

il fundraising e la comunicazione sociale rivestono una posizione essenziale tanto nell’attuale Non Profit quanto nel nuovo Terzo Settore del quale gli schemi di decreti legislativi al vostro esame stanno delineando i confini, le regole, le attribuzioni.

I 300 soci dell’associazione italiana fundraiser, che contribuiscono a raccogliere oltre 600 milioni di euro all’anno e entrano in relazione con più di 10 milioni di donatori, accolgono con favore una serie di innovazioni del Codice del terzo settore ad iniziare dall’articolo 7 che - per la prima volta - eleva l’attività di raccolta fondi ad attività peculiare degli enti del terzo settore, dandone una definizione e quindi una dignità giuridica fino ad oggi mancante, riconoscendo che essa può essere realizzata in forma organizzata e continuativa con l’impiego di risorse interne ed esterne e obbligando le organizzazioni a promuoverne la relativa comunicazione rispettosa dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e con il pubblico. Questo articolo rappresenta quindi il riconoscimento di una professione in forte crescita i cui fondamenti vengono insegnati in molte università italiane anche in master specifici.

Presentiamo alla vostra attenzione 6 temi attinenti la nostra attività ed una conclusione.

Il primo tema è relativo alle erogazioni liberali e alle misure fiscali di deducibilità e detraibilità riconosciuta ai donatori (art 83).

Quella che sarebbe dovuta essere una razionalizzazione dei troppi regimi ad oggi esistenti, a partire dal 1 gennaio 2018 mostrerà il suo “lato oscuro”, ovvero la minore convenienza a donare – rispetto alle norme fiscali attuali - per chiunque detenga un reddito superiore a 28mila euro; stiamo parlando di circa la metà di coloro che attivano il risparmio fiscale quando donano (Dati dichiarazioni 2016). Riteniamo che non sia una politica avveduta quella che penalizza i contribuenti che denunciano i propri redditi e che ne mettono a disposizione una parte importante per le cause solidaristiche più diverse, anche perché chi subisce l’azione distorta di questa “razionalizzazione” sono le organizzazioni.

In secondo luogo, in merito alle attività diverse di cui all’articolo 6, attività che potrebbero essere rilevanti per la raccolta fondi, auspicheremmo che esse fossero legate al fine solidaristico e non alle attività di interesse generale, per non ritornare nell’incubo delle attività connesse delle Onlus, attività che il legislatore aveva previsto persino preponderanti dal punto di vista economico per le organizzazioni ma che nella realtà dei fatti - a causa di interpretazioni troppo restrittive dell’amministrazione finanziaria - hanno avuto un peso trascurabile in questi 19 anni.

Terzo tema: lamentiamo inoltre la mancata innovazione nella regolamentazione delle lotterie e delle altre manifestazioni di sorte locali che ad oggi soffrono una normativa che definire “borbonica” nei suoi effetti potrebbe essere persino offensivo per i nostalgici dei Borboni, e che assurge a perfetto esempio di non-sense, dato che essa prevede, tra le altre follie, che chi dimentica di presentare un nulla osta rischia fino ad un anno di carcere.

Chiediamo, come quarto tema, anche la correzione dei termini temporali massimi di utilizzo dei beni oggetto di lasciti in quanto spesso - per complicazioni diverse - il reale utilizzo degli stessi o delle somme risultanti dalla loro alienazione non appare plausibile nei tempi ipotizzati all’articolo 82, comma 2.

Il quinto tema lega gli argomenti del volontariato e del lavoro.

L’articolo 17, comma 4 è un attacco insensato all’idea comune di volontariato. Prevede la possibilità di pagare i volontari fino a 150 euro al mese senza esigere pezze d’appoggio e c’è chi si ostina a definire questa dazione come rimborso, quando è chiaro che si tratta di un modo surrettizio di pagare i volontari in contrapposizione con i principi che reggono il volontariato italiano da un quarto di secolo. Così facendo mette in imbarazzo le organizzazioni sia nei confronti dei volontari non pagati e soprattutto dei donatori. Come faremo a dire ai nostri donatori che in effetti paghiamo i volontari e che parte delle loro donazioni copriranno un feticcio di rimborso sul cui profilo fiscale peraltro la Cassazione già nel 2015 ha sentenziato che trattasi di vero e proprio reddito da lavoro autonomo?

Non avremmo invece alcun imbarazzo a dire ai nostri donatori che paghiamo il giusto i più bravi ricercatori, gli educatori più preparati, gli amministratori con la migliore formazione: certo, lo potremo dire solo se verrà tolto il riferimento all’articolo 8 relativo al tetto salariale che, detto di sfuggita, appare contrastare la previsione dell’articolo 36 della costituzione.

Infine, quale sesto ed ultimo argomento, dall’analisi tecnico normativa abbiamo contato 19 decreti di attuazione senza i quali la norma rimane lettera morta e dalla lettura degli ultimi 4 articoli si ha contezza di ben 6 differenti date tra entrate in vigore e abrogazioni. Avevamo compreso, dal tenore e dal contenuto della legge delega, che i decreti legislativi avrebbero semplificato la vita delle organizzazioni, le quali - lo ricordiamo - sono rette perlopiù da volontari anche nel settore amministrativo. Così tante date e una così copiosa produzione amministrativa di atti ci appare in contrasto con l’asserita volontà di semplificare.

Ci rincresce, infine, che non sia stata presa in considerazione la nostra richiesta (tramite petizione online) di prolungare la delega di pochi mesi, richiesta che aveva il fine di evitare di arrivare con affanno, come si sta facendo adesso, a correggere i non pochi ammanchi, le imprecisioni, le incongruenze che l’attuale testo del Codice presenta e che a detta di tanti possono rendere una riforma orgogliosamente voluta dal precedente e dall'attuale governo un vero e proprio calvario per gli enti non profit che la subiranno nei prossimi mesi e anni.

In assenza di proroga, vi chiediamo pertanto di fare tutto ciò che è in vostro potere per chiedere al Governo di modificare il testo, ora, senza confidare nell’anno di tempo a disposizione del Governo ai sensi dell’articolo 1 comma 7 della legge delega, dato che sarà per la politica e i ministeri un anno fin troppo pieno di impegni ed appuntamenti non ultimi quelli elettorali, e pertanto si corre il rischio che i 19 decreti di attuazione e le correzioni necessarie per non penalizzare le organizzazioni non vedano mai la luce.

Non crediamo - come ci ripetevano i sacerdoti - che il meglio sia nemico del bene. Riteniamo che le cose fatte bene non abbiano prezzo, e che non bastino le buone intenzioni, dato che esse, come noto, lastricano un sentiero che nessuno di noi intende percorrere.

 

Consiglio Direttivo ASSIFConsiglio Direttivo 2017-2020: Massimo Coen Cagli, Andrea Caracciolo, Nicola Bedogni, Jara Vernarecci,
Elena Quagliardi, Cristina Delicato, Giulia Barbieri. Mancano nella foto Riccardo Friede e Carlo Mazzini.

 

Ieri a Bologna si è riunito per la prima volta dopo l'elezione all'Assemblea del 26 maggio il nuovo Consiglio Direttivo.

L'incontro si è aperto con il passaggio di consegne con il Consiglio Direttivo uscente e un ringraziamento al presidente uscente Luciano Zanin per l'impegno e il lavoro svolto per far crescere l'Associazione nei sei anni di mandato.

Il passaggio più importante è stata l'assegnazione delle cariche istituzionali. All'unanimità i consiglieri hanno eletto come Presidente Nicola Bedogni e due vice presidenti: Elena Quagliardi (con ruolo di vice presidente vicario) e Massimo Coen Cagli. Infine è stato nominato tesoriere il socio Sergio Conte.

Durante l'incontro i consiglieri hanno iniziato a delineare le linee guida delle attività per il prossimo triennio e raccolto le sollecitazioni emerse nel seguente messaggio d'insediamo: 

 

Cari colleghi, quando si comincia una nuova avventura è tradizione farlo partendo dai ringraziamenti.

Un doveroso e sentito grazie a tutti i Soci che hanno partecipato all’Assemblea personalmente o con l’invio prezioso di spunti e suggerimenti di sviluppo. Un grazie a tutti i Candidati che si sono esposti in prima persona per il miglioramento dell’Associazione. Un grazie al precedente Consiglio che ci ha lasciato in dote buoni risultati e la responsabilità di fare ancora meglio.

E ora è proprio il momento del fare. Abbiamo iniziato ad elaborare un piano di lavoro che tenga conto dei programmi presentati e degli spunti emersi durante l’Assemblea e che tracci la rotta di navigazione per i prossimi tre anni. Sarà una sfida importante che dovrà essere colta da tutti, consiglieri e non, perché il cambiamento delle dinamiche del Terzo Settore e in particolare del mondo del fundraising è già in corso.

Le condizioni ci sono tutte. Disponibilità, professionalità e strumenti. E nello svolgere questo compito avremo bisogno del supporto di tutti i Colleghi che come noi abbiano voglia di mettersi in gioco. Sfida Accettata!

Il Presidente, i Vicepresidenti e Il Consiglio Direttivo

 

Il lavoro proseguirà anche durante il prossimo incontro di luglio e un residenziale a settembre.

 

 

Oggi durante l'Assemblea dei Soci sono stati eletti i componenti del Consiglio Direttivo per il triennio 2017-2020. Ecco i nuovi consiglieri:

  • Barbieri Giulia
  • Bedogni Nicola
  • Caracciolo Andrea
  • Coen Cagli Massimo
  • Delicato Cristina 
  • Friede Riccardo
  • Mazzini Carlo
  • Quagliardi Elena
  • Vernarecci Jara

Un ringraziamento di cuore a tutti i componenti del Consiglio Direttivo uscenti e un un grosso in bocca al lupo ai nuovi consiglieri.

Giunto alle sesta edizione, questa sera all'interno della cornice del Festival del Fundraising, si è svolta la premiazione dell'Italian Fundraising Award 2017, l’unico premio italiano dedicato a coloro che operano nella raccolta fondi, creato per diffondere la cultura del dono e la conoscenza di una professione emergente. Ecco i vincitori.

Fundraiser professionista 2017: Roger Bergonzoli

Nel 2010 Roger Bergonzoli decide di intraprendere una nuova e impegnativa sfida: far avvicinare il mondo delle monache del Monastero di Santa Rita da Cascia alle nuove metodologie e tecniche di raccolta fondi per garantire sostenibilità alle attività religiose e sociali. Il processo di trasformazione e avvicinamento al fundraising sfocia nella costituzione nel 2012 della Fondazione Santa Rita da Cascia onlus. Roger Bergonzoli ne ha curato lo start-up e ora ricopre il ruolo di responsabile delle attività di raccolta fondi e comunicazione.

"Roger Bergonzoli si è contraddistinto come fundraiser per essere stato in grado di coniugare la tradizione centenaria delle Monache di Clausura del Santuario di Santa Rita da Cascia con le modalità più innovative di raccolta fondi, ponendo al centro le persone e le relazioni rispetto la dimensione economica. Inoltre in quest’anni si è sempre impegnato a far cresce la professione e la cultura del fundraising condividendo con grande disponibilità le proprie conoscenze e competenze con colleghi e neofiti."

Guarda il video: http://l2l.it/fundraiser2017

Donatore 2017: Famiglia Ravasio

Foto di Ugo Zamborlini

La famiglia Ravasio è attiva quotidianamente nel non profit e nella attività della parrocchia. Particolarmente sensibili alle persone che si trovano in difficoltà, sostengono come famiglia progetti vicini e progetti che vanno oltre i confini nazionali, in particolare in Africa e Medio Oriente.

"Con il premio alla Famiglia Ravasio abbiamo voluto simbolicamente premiare tutti i donatori italiani che aderiscono agli appelli di raccolta fondi. Quei milioni di eroi quotidiani che difficilmente troverebbero spazio in questa tipologia di iniziative ma che invece rappresentano le fondamenta su cui poggiano tutte le nostre organizzazioni. Guidati da senso civico e spirito filantropico, la somma complessiva dei loro singoli sostegni costituisce la parte più importante su cui possono contare le organizzazioni non profit, permettendo di portare avanti con continuità progetti a beneficio di intere comunità."

Guarda il video: http://l2l.it/donatore2017

 

Visione aerea da mongolfiera dei templi di Era e Poseidone

 

Oggi assieme a EUConsult Italia, Associazione italiana dei consulenti del Terzo Settore abbiamo inviato una lettera al Ministro Dario Franceschini e ai Sottosegretari di Stato Borletti Buitoni e Cesaro per segnalare quanto contenuto nel Bando del Parco Archeologico di Paestum (Sa) relativo ad attività di fundraising.

Ecco il testo della lettera.

 

Oggetto: Bando Parco Archeologico di Paestum contrastante con l’etica del fundraising

Signor Ministro,

Con riferimento a quanto in oggetto, riteniamo doveroso segnalarLe come questo tipo di iniziative siano da contrastare, anzi, da evitare. Il bando offre 10.000 euro a chi, autonomamente dal Parco Archeologico di Paestum, dalla sua dirigenza e dal suo sistema di relazioni, sarà in grado di trovare donatori. A questo “procacciatore di fondi” verrà riconosciuta una percentuale sulle entrate nella misura del 7% fino ad un massimo di 70.000 euro.

Nei 10.000 euro dovrà essere tutto compreso per dodici mesi: viaggi, lavoro dei consulenti, telefono, ecc. Tuttavia, per dare seguito al nuovo ed innovativo input da Lei dato ai direttori di Istituzioni culturali affinché si attivino per fare fundraising, è necessario ben altro: fare investimenti strategici consistenti in formazione del personale dirigente ed operativo, ricerca, sensibilizzazione dei potenziali donatori, accompagnamento nella fase di start-up del fundraising, scambio di esperienze e molto altro, come avviene nelle migliori esperienze internazionali, specialmente in Europa.

Tutte cose che sono agli antipodi della primitiva logica del “procacciatore di fondi” al centro sia del bando di Paestum e sia dello stesso innovativo approccio del Suo Ministero nel considerare lo sviluppo culturale in un’ottica di lungo periodo e con un impatto sistemico.

Ci preme inoltre segnalare che i fundraiser italiani, da anni, sul modello dei colleghi europei, regolano la loro attività professionale attenendosi a codici etici comportamentali e sarebbe un gravissimo errore ignorare il cammino fatto nel campo specifico.

Un bando così concepito è dannoso in quanto rischia di essere preso come riferimento per le future politiche di raccolta fondi di tutte le Istituzioni culturali.

Oggi più che mai c’è bisogno di perseverare nella crescita culturale anche nel fundraising e il ritorno a modelli ormai superati, ne limita il potenziale e ingenera una prassi che, anche dal punto di vista etico, ne compromette i futuri sviluppi. Nello specifico, i donatori si aspettano che il 100% della donazione effettuata venga destinata al progetto o all’iniziativa proposta.

Il patrimonio culturale e artistico italiano, per il suo inestimabile valore al livello mondiale, merita investimenti strategici e duraturi come avviene nel mondo intero per tutte le grandi Istituzioni culturali che internalizzano la funzione di fundraising, dotandola non solo di uno staff adeguato ma anche di una cultura progettuale che si concretizza in una funzione di governance collocata al livello del CDA e della direzione generale.

Siamo convinti che difficilmente i grandi donatori internazionali potranno comprendere la ragione per la quale in Italia non si investa in tal senso.

Le chiediamo un incontro per poter approfondire le nostre ragioni, assicurandoLe che il mondo del fundraising è assolutamente disponibile a collaborare con il Ministero per definire le migliori linee di intervento atte a garantire un reale sviluppo della raccolta fondi per le Istituzioni culturali.

Nel ringraziarla per l’attenzione, le inviamo cordiali saluti.

Francesca Zagni – Presidente EUConsult Italia

Luciano Zanin – Presidente Assif

ASSIF FFR17 vi aspettiamo 

Anche quest'anno ASSIF sarà presente al Festival del Fundraising dal 17 al 19 maggio.

Giunto alla sesta edizione, l'Italian Fundraising Award 2017 rappresenta l’unico premio italiano dedicato a coloro che operano nella raccolta fondi, creato per diffondere la cultura del dono e la conoscenza di una professione emergente. Vi aspettiamo in sala Benacus mercoledì 17 dalle 19.00.

Come ogni anni saremo presenti con uno stand in cui potremo conoscerci o ritrovarci, chiacchierare, fare networking e soprattutto farvi un selfie per la campagna #hoilpallinoperilfundraising. Novità di quest'anno, potrete sperimentare l'utilizzo della realtà aumentata e la realtà virtuale per le attività di fundraising

Infine, incontra allo stand la vera anima dell'Associazione: i Gruppo Territoriali. Allo stand potrai incontrare, confrontarti e fare network con i cordinatori e i soci attiviti all'interno delle relatà territorali. Di seguito trovi un calendario con l'indicaizone di quanto troverari sicuramente i coordinatori degli specifici GT, pronti a rispondere a tutte le tue domande.

  • mercoledì 18.30-19.30: Gruppo Triveneto
  • giovedì 12.00-13.00: Gruppo Marche
  • giovedì 17.00-18.00: Gruppo Toscana
  • Giovedì 18.00-19.00: Gruppo Lombardia

Ci vediamo il 17-18-19 maggio all'Hotel Parchi del Garda (VR). Vi aspettiamo!!! 

 

Petizione assif

 

Parte oggi su change.org la petizione per raccogliere il sostegno degli operatori del non profit e di tutta le comunità beneficiarie del loro lavoro per poter sottoporre al sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali On. Luigi Bobba alcuni temi sostanziali prima che siano approvati i decreti attuativi della Legge sul Terzo settore.

FIRMA LA PETIZIONE "#riformaxbene: aiutiamo il Terzo Settore senza fretta ma davvero!"

La richiesta e l’auspicio sono nel nome della petizione: che sia una riforma fatta perbene, senza fretta. Perché possa davvero essere d’aiuto al Terzo Settore e alla piena realizzazione di quel "Paese gentile" in cui nessuno rischi di rimanere indietro e in cui siano realizzate pienamente le leggi della Costituzione Italiana.

Abbiamo deciso di scendere in campo per difendere la necessità di trasparenza e di chiarezza delle norme per la raccolta fondi, che è quanto si chiede venga espresso anche dalla legge di Riforma del Terzo settore.

Tale riforma si concretizzerà nei decreti attuativi e per questi chiediamo tempo e spazio di discussione perché la riforma sia la migliore possibile.

Con una lettera all’On. Bobba sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali esprimiamo in 9 punti le esigenze di un settore rappresentato da circa 300 mila organizzazioni non profit che ogni mese mettono a disposizione della comunità 127 milioni di ore di volontariato e la professionalità di quasi 1 milione di lavoratori.

La sostenibilità del Terzo Settore è possibile anche grazie alla generosità degli italiani che non fanno mancare il loro sostegno agli enti. È per questo che occorre permettere alle organizzazioni di continuare a operare nel segno della trasparenza e dell’efficienza, semplificando le norme e chiarendo alcune norme fiscali di difficile interpretazione, per poter garantire servizi insostituibili nella sussidiarietà del welfare.

Per il Presidente Luciano Zanin questo appello di condivisione rivolto alla società civile “Vuole essere un messaggio di disponibilità, non di polemica, e proprio perché riteniamo che questa Legge e i Decreti collegati siano importanti continueremo a dare il nostro contributo e invitiamo il Governo a prendersi il tempo che serve. Abbiamo più bisogno di buone norme che di norme veloci”.

FIRMA LA PETIZIONE

Leggi il testo della lettera indirizzata all'on. Bobba.

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Una delle cose che ho imparato in questi 6 anni di esperienza da presidente di ASSIF è tacere e ascoltare ed è quello che ho fatto anche in questi giorni. Ho letto, ascoltato, pensato, mi sono confrontato e ho constatato che... non c’è nulla di nuovo.

Ciclicamente l’Associazione viene tirata in ballo, direi strattonata, da una parte o dall’altra, per qualche ora, per qualche giorno, il tempo di qualche post, per ritornare nell’oblio di tanti e delle stesse persone che l’hanno citata.

È vero, lo sappiamo, ognuno ha le sue cose, i suoi impegni, il tempo che non è mai sufficiente, ma come ho già avuto modo di dire durante la premiazione della scorsa edizione di IFA, le Associazioni sono fatte da coloro che le vivono e le abitano, non da altri.

Politiche... Strategie... Associazione aperta... Associazione chiusa... meno rappresentanza politica e più servizi... Non servizi, ma rappresentanza istituzionale... In questi anni ho sentito tutto e il contrario di tutto.

Il mondo del fundraising e la professione dei fundraiser non stanno cambiando, sono già cambiati, ma sembra che in molti dibattiti non se ne tenga conto. All’incontro residenziale di un paio di settimane fa, c’erano oltre 20 fundraiser molto giovani e motivati, provenienti dai vari gruppi d’Italia, attivi e partecipi, che hanno contribuito a discutere le linee programmatiche e, quel che più conta, le attività da realizzare.

ASSIF è un’associazione aperta alla discussione: ha creato diversi strumenti per essere più accessibile e avvicinarsi ai fundraiser sul territorio.

Ai gruppi territoriali possono partecipare tutte le persone che lo desiderano, non solo i soci, così come ad Agorà, aperta un paio di anni fa su sollecitazione di alcune persone, ma ancora poco utilizzata.

Per informazione di tutti, il regolamento approvato nel 2011 dall’Assemblea dei Soci con una intensa discussione, non aveva aperto le adesioni solo ai fundraiser volontari (e confermo la mia adesione a quella scelta), ma anche ai comunicatori sociali e alle altre figure professionali che lavorano nel settore del fundraising. Poi, sempre nel rispetto del ruolo, ASSIF è stata tra gli interlocutori della Corte dei Conti in merito al 5x1000 e da anni chiede, in tutte le sedi possibili, la pubblicazione dei nominativi dei contribuenti.

Mi sembra che il tempo cancelli la memoria o, forse, si esternano opinioni senza aver approfondito abbastanza le questioni.

Con la presente intendo ribadire la totale e completa disponibilità dell’Associazione a qualunque forma e modalità di confronto, e credo fermamente che qualsiasi tavolo di discussione dei temi fondamentali del nostro lavoro, che spesso toccano anche l’onestà intellettuale e il rigore operativo dei fundraiser, riguardi l’Associazione, e per questo la discussione può e deve svolgersi nell’ambito della stessa. Si tratta delle regole della democrazia e le associazioni ne sono il fondamento.

Credo che difficilmente troveremo una via se non alziamo lo sguardo oltre i nostri particolarismi; concordo infatti con chi ha affermato che si debba lavorare molto nel contesto in cui i fundraiser operano, e mi riferisco in particolare alle organizzazioni del Terzo Settore che si sono troppo spesso tenute ai margini del nostro lavoro.

Sono profondamente convinto che fino a quando il dono e la sua pratica non acquisiranno un ruolo forte nella nostra società, chi si occupa di questo, quindi tutti noi, non potrà essere riconosciuto per quello che fa e quindi nemmeno per i valori che rappresenta.

Non possiamo e non vogliamo operare in modo asincrono rispetto al contesto; rivendicare posizioni senza operare, costruire o darsi da fare, serve a poco. Realizzare invece nuovi scenari nei quali anche la professione del fundraiser abbia peso specifico e una funziona sociale riconosciuta da tutti, è il nostro dovere. Altrimenti siamo alle solite: un po’ di autocommiserazione, un po’ di autoreferenzialità e tutto resta come sempre.

ASSIF è ancora una volta pronta ad accogliere proposte ed istanze, ma non è una realtà “terza”, vive e opera con le gambe, le braccia e la testa dei soci e di quanti hanno voglia di impegnarsi per dare prospettive alla professione e supporto ai fundraiser.

Un esempio di partecipazione condivisa e proattiva è la petizione per chiedere all’Onorevole Bobba e tutti i parlamentari di prorogare la scadenza della realizzazione dei decreti attuativi e di ascoltare le istanze che provengono dal mondo dei fundraiser, che sta per essere lanciata grazie al lavoro del Gruppo Territoriale Lombardia e la collaborazione di Carlo Mazzini nell’incontro sul tema della Riforma del Terzo Settore svoltosi lo scorso 10 aprile a Milano.

Colgo l’occasione, infine, per informare che il 26 maggio si terrà a Bologna l’Assemblea dei Soci, che sarà convocata secondo i termini dello Statuto. All’ordine del giorno ci sarà anche il rinnovo del Consiglio Direttivo, primo passo dei prossimi tre anni di attività, e lo spazio c’è, per tutti.

Luciano Zanin

 

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